giovedì 30 dicembre 2010

Ultimo post del 2010! Contorno anti-crisi: Lenticchie speziate

Si sa, a Capodanno bisogna mangiare le lenticchie perchè, si dice, "portano soldi".

Visto la crisi economica mondiale direi che quest'anno è meglio abbondare!!!!

Ecco quindi, come ultimo post del 2010, una versione speziata del classico contorno di fine anno!

Ingredienti: 1 sacchetto di lenticchie giganti biologiche (di quelle che non richiedono l'ammollo) circa 500gr;  1 cipolla; 3 spicchi d'aglio; olio e.v.o; circa due cucchiai di curry; 1 cucchiaio abbondante di semi di cumino; 1 cucchiaio abbondante di semi di finocchio; 1/2 cucchiaio di peperoncino rosso in polvere; 2 cucchiai di aceto di mele; sale e pepe qb.

Come procedere: Sciacquare le lenticchie; cuocerle in acqua salata secondo le istruzioni riportate sul sacchetto.

Pestare con mortaio e pestello i semi di cumino e di finocchio fino a ridurli in polvere.

Nel frattempo, in una padella,  mettere l'olio e.v.o e soffriggere la cipolla e gli spicchi di aglio tagliati a pezzetti.
Appena cominciano ad imbiondire, aggiungere il pesto di finocchio e cumino ed il peperoncino.

Versare l'aceto di mele e continuare a soffriggere il tutto su fuoco vivace per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno, affinchè non si attacchi.

Spegnere il fuoco e lasciar riposare qualche minuto.

Quando le lenticchie sono cotte scolarle, aggiungere poi un po' d'acqua calda nella quale è stato sciolto il curry e versare il tutto nella padella con le spezie facendo soffriggere per qualche minuto.

Regolare di sale e pepe e servire le lenticchie calde.

Buon  2011!!!


martedì 28 dicembre 2010

Stelle benauguranti per il 2011

Diciamo la verità: a Capodanno diventiamo tutti un po' superstiziosi e ci aggrappiamo a qualche piccolo rito, sperando che ci porti fortuna in vista del nuovo anno...del resto non si suol dire "non è vero ma ci credo"?!

Dunque ecco  a voi  un antipasto favoloso, che contempla anche l'utilizzo della melagrana, frutto beneaugurante per eccellenza!

Ingredienti: 8 fette di pancarrè ai 5 cereali; 100gr salmone affumicato; 90gr burro ammorbidito; 1 melagrana; tabasco; sale

Come procedere: Frullare insieme il salmone ed il burro fino ad ottenere una spuma omogenea; incorporare il succo di mezza melagrana e qualche goccia di tabasco e mescolare.

Ricavare dal pancarré, con degli stampi per biscotti, delle stelline.
Spalmare le stelle con la crema ottenuta e guarnire con chicchi di melagrana.

Buon anno nuovo!!!


Con questa ricetta partecipo al Contest de "La renna in cucina" 


domenica 26 dicembre 2010

Passione scozzese: il Cranachan

Questo dolce, dal nome impronunciabile, l'ho mangiato per  la prima volta a casa di due fra i miei più cari amici, Marco e Lynzy.
E' stato in occasione della "Robert Burn's night", una tradizionale serata scozzese, che si svolge il 25 gennaio, nella quale si commemora, appunto, la nascita del poeta Robert Burns.

Quella sera è stato amore al primo assaggio!!!

Durante queste feste ho cercato - indegnamente - di rifarlo in versione "natalizia", poichè la ricetta originale contemplerebbe i lamponi.

Ecco, quindi, la mia versione rivisitata per circa 5 - 6 persone!

Nota: Le dosi che riporto possono essere modificate a seconda dei gusti personali.

Ingredienti: 1lt e mezzo di crema di latte (panna da montare); circa 8 cucchiai di miele liquido; circa 6 cucchiai di whisky scozzese (io ho utilizzato il Cutty Shark) abbondanti fiocchi d'avena grandi; 1 melagrana grande.

Come procedere: Montare la crema di latte a neve ferma, intanto in una padella anti aderente, far abbrustolire i fiocchi d'avena.

Una volta che i fiocchi sono pronti (assumono un colore dorato) spegnere la fiamma e farli raffreddare.

Unire alla panna il miele ed il whisky e mescolare da sotto a sopra per evitare che la crema si smonti.

Aprire la melagrana e levare i semi.

Quando i fiocchi d'avena sono freddi, aggiungerne metà alla crema, assieme a metà dei semi di melograna, e mescolare.

Decorare la superficie con i restanti fiocchi e semi.

Coprire la ciotola contenente il dolce (o le ciotoline se preferite delle porzioni singole)  con pellicola trasparente e lasciare riposare in frigo qualche ora(più riposa, più acquista sapore).

Buon appetito!



venerdì 24 dicembre 2010

Aperitivo dell'ultimo minuto e...Tanti Auguri di Buone Feste!!!!

Ormai ci siamo!
La spesa è fatta, il menù è deciso, il vino in fresco....e ci si accorge che manca "un qualcosa in più" da dare assieme all'aperitivo.

Ecco allora una ricetta veloce veloce e di sicuro successo alla quale accompagno i miei più cari auguri di Buone Feste a voi tutti!!!!

Ingredienti: 2 rotoli di pasta sfoglia surgelata; 1 vasetto di acciughe; qualche mandorla a lamelle; 1 vasetto di pomidorini secchi sott'olio; un po' di parmigiano grattugiato, semi di papavero per decorare.

Come procedere: Scongelare le paste sfoglie; srotolare la prima su di una teglia ricoperta di carta da forno; cospargerla di pezzetti di acciughe, parmigiano grattugiato e mandorle a lamelle.

Ripiegare la pasta su se stessa e tagliarla verticalmente con una rotellina seghettata od un coltello e tagliare a metà le strisce più lunghe.

Spennellare la pasta sfoglia con un uovo sbattuto, cospargerla di parmigiano grattugiato e semi di papavero e ritorcerla su se stessa.

Cuocere in forno caldo a 180° finchè i salatini non assumono un colore dorato.

Ripetere le stesse operazioni con  l'altra pasta ma, anzichè con le acciughe, farcirla con un paté di pomidorini secchi (ottenuto frullandoli col frullatore) e mandorle.
Nota: siccome è una ricetta per la vigilia di Natale l'ho realizzata senza carne ma, volendo, si può fare con prosciutto crudo, speck, pancetta ecc., cioè con qualsiasi ingrediente ispiratovi dalla vostra fantasia!

Buon appetito e Buon Natale!!!!

giovedì 23 dicembre 2010

Il castagnaccio

Un dolce tradizionale delle nostre montagne è il castagnaccio.
Facile, veloce e non particolarmente grasso, è l'ideale come dessert se non si vogliono troppi "sensi di colpa" per le calorie ingurgitate in questi giorni di festa!

Ingredienti: 250gr farina di castagne; 30gr pinoli; 40gr uvetta ammollata in acqua tiepida; un rametto di rosmarino; olio e.v.o.; pizzico di sale; acqua tiepida qb.

Come procedere: Setacciare la farina, disporla in una ciotola, aggiungere un pizzico di sale; aggiungere dell'acqua tiepida poco alla volta, mescolando con una frusta, affinchè non si formino grumi, fino ad ottenere una pastella di consistenza fluida.

Strizzare l'uvetta ammollata in acqua tiepida (io ho però usato del marsala secco, per dare un pò più di sapore al dolce) ed unirne una parte, assieme a metà dei pinoli, alla pastella.

Versare il dolce in uno stampo spennellato con l'olio (se è foderato con la carta da forno spennellare la carta); cospargere i restanti pinoli ed uvetta sulla superficie, adagiarvi sopra il rosmarino ed irrorare con un filo d'olio.

Cuocere in forno già caldo a 220° per circa 10 min. poi abbassare la fiamma a 180° per altri 20 min.

Per evitare che si secchi troppo coprire la teglia nei primi minuti di cottura e scoprire per completare la cottura.

Fare la prova dello stecchino per vedere se il dolce è cotto.

Servire tiepido o freddo, tagliato a fettine o losanghe.

Buon appetito!

martedì 21 dicembre 2010

A grande richiesta...come fare la Mostarda!

Contrariamente alla mia indole, amo  fare ricette che contemplino prodotti di stagione, riporto qui di seguito la ricetta della Mostarda bolognese o Sapore, poichè ha riscosso molto interesse nel post sulla Pinza.

Si tratta di una marmellata realizzata con  frutta autunnale, da utlizzarsi per tutto l'inverno nella preparazione di pinze, crostate, certosini, ravioli ecc.
Anche se manca un bel po' di tempo al prossimo autunno, ho deciso di anticipare la ricetta. 
Premetto che non l'ho mai fatta in casa (a Bologna è abbastanza facile trovarne già confezionata e di ottima qualità) ma, per chi desiderasse cimentarsi,  riporto la ricetta che il mitico Luigi Lepri indica nel già citato Mica solo tortellini!


Ingredienti:  2/3 di frutta autunnale (mele, pere, prugne, fichi, albicocche, pesche ecc.); 1/3 di mele cotogne; mosto d'uva per un terzo del totale di frutta e cotogne; scorza di alcune arance; zucchero per circa un decimo del peso.

Come procedere: Lavare, sbucciare e togliere i torsoli alla frutta, metterla in un tegame abbastanza grande assieme allo zucchero e farla cuocere adagio per circa 8 ore.
Durante la cottura schiumare e mescolare spesso.
Quando è ancora bollente metterla subito in vasi a chiusura emetica sterilizzati; girarli col coperchio in basso e lasciar raffreddare in questa posizione.

Buon appetito!

lunedì 20 dicembre 2010

Prendetemi con...la Pinza!!!!

No, non sono di cattivo umore!
Il titolo mi serve solo ad introdurre il post di oggi: la Pinza

La Pinza, o come si chiama in dialetto Pénza, è un altro dolce caratteristico della mia Bologna.
Si tratta di una ciambella di forma allungata,  farcita con marmellata Mostarda  (anche detta Sapore)

A dire il vero non l'avevo mai provata a fare prima di oggi, ma poichè dalla preparazione dei Certosini mi era rimasta della Mostarda, ho deciso di cimentarmi!!!!

Per essere il più possibile  fedele alla tradizione, la ricetta l'ho ricavata dal libro "Mica solo tortellini" del bolognese DOC Luigi Lepri, un libro che oltre a contenere le ricette della tradizione,  in "lingua originale " bolognese con testo a fronte, racconta tanti aneddoti e storie di una città che ormai (ahimè) non esiste più.

Nota: le quantità riportate sono per circa 2 pinze


Ingredienti: 500gr farina 00; 250gr zucchero; 150gr burro o margarina; latte qb; 3 uova; scorza grattugiata di mezzo limone (io ho usato, però, la scorza di un limone intero); dose per dolci per mezzo chilo; marmellata o Sapore (Mostarda bolognese).

Come procedere: Preriscaldare il forno a 180°.

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto consistente aggiungendo, se necessario, il latte.

Lasciare riposare (circa 10 - 15 min.).

Su di una spianatoia tirare la sfoglia grossa più o meno 1 dito, ricavare da essa due rettangoli di circa 20x30cm, spalmare quindi la marmellata lasciando però una cornice di  2cm vuota tutt'intorno.

Arrotolare i rettangoli (partendo dai lati corti) chiudendo bene le estremità.

Spennellare con un uovo sbattuto o del latte (io ho usato il latte, ma con l'uovo la pinza è più bella perchè assume un colore dorato), spolverizzare con dello zucchero ed infornare per  circa 50 min.

Per chi volesse approfondire la lingua bolognese:
- Al Sit Bulgnais
- Bulgnais

venerdì 17 dicembre 2010

Contest Ballarini: gli "sgonfiotti" della Rita



Per il contest "Foodblogger in cucina" realizzato da Ballarini,  in collaborazione con il blog Farina, lievito e fantasia,  ho deciso di preparare questi antipastini deliziosi e golosissimi che mi ha insegnato Rita, la mamma Cinzia,  una delle mie amiche più care.

Io li chiamo "sgonfiotti" perchè quando sono pronti sono delle deliziose, soffici, morbide, nuvole di formaggio!!!

Ingredienti: 90gr di pecorino di ottima qualità; 3 albumi; olio per friggere; sale e pepe.

Come procedere: Grattugiare il pecorino; montare gli albumi a neve ben ferma ed unirli al formaggio.
Mescolare da sopra a sotto per evitare che gli albumi si smontino troppo; salare (nel caso il pecorino non fosse molto saporito, altrimenti meglio di no, perchè diventerebbero troppo salati) e pepare.

In un wok o in una padella profonda scaldare l'olio (di semi, per friggere o di oliva, secondo la vostra abitudine), formare delle quenelles con il composto ottenuto e friggerle.

Quando hanno preso colore (a me piacciono "bruciatine"  ma sono già pronte quando sono dorate), scolarle dall'olio con una ramina e asciugarle su carta assorbente (o ancora meglio su carta gialla per fritti) e servirle calde.

Buon appetito!



Goodbye Mr. Hollywood Party

Si può dire che questa fine d'anno sia  davvero "no" per la settima arte.
 
Immagine tratta da Mymovies.it


Un altro grande regista, stavolta americano, ci ha lasciato ieri: il grande Blake Edwards.

Edwards è stato uno dei padri della commedia americana, a lui si devono capolavori che sono già storia del cinema quali: Colazione da Tiffany, Victor Victoria, La Pantera Rosa, Hollywood Party, Appuntamento al buio, Operazione sottoveste, 10 e  la lista sarebbe ancora lunga...

Proprio in uno dei suoi film, "Hollywood Party", c'è forse una delle scene "gastronomiche" più divertenti di tutta la storia del cinema.

Per celebrarlo, vi rimando alla ricetta della zuppa di fragole (trovata sul sito di AliceTV), che il protagonista del film, uno spettacolare Peter Sellers, cerca di mangiare, nonchè la versione che utilizzo io della Caesar Salad, altro piatto che viene presentato nel corso della disastrosa cena hollywodiana.


Ingredienti: Mayonese, 1 cucchiaio di latte, 2 cucchiai  di succo di limone, 2 spicchi d'aglio, parmigiano grattugiato pane in cassetta.

Come procedere: Tagliare il pane in cassetta a piccoli crostini ed eliminarne la crosta esterna, farli abbrustolire in forno o in una padella anti aderente appena unta.

Mescolare la mayonese con il latte, il limone, il parmigiano fino ad ottenere un composto omogeneo.
Sbucciare i due  spicchi d'aglio e spremerli all'interno della salsa ottenuta.

Aggiustare di sale e pepe.

Versare la salsa sull'insalata e mescolare.

Guarnire con i crostini di pane caldo.

Namasté!






giovedì 16 dicembre 2010

Sabor de México: Tortillas y Guacamole

"[...] è un errore  condannare la gastronomia. La cultura dipende dalla gastronomia. L'unico tipo di immortalità che desidero per me sta nell'inventare una nuova salsa" O.  Wilde

Ahimè, non ho inventato una nuova salsa (non ancora almeno ;D) ma siccome oggi mi sentivo internazionale  ho preparato come aperitivo le tortillas con la salsa guacamole!

A dire il vero ho preparato la salsa...le tortillas le ho comprate, sono al peperoncino: DAVVERO PICCANTI!!!

Proprio per questa ragione, per compensare il loro "fuoco", ho cercato di rifare la ricetta di Nigella Lawson che avevo visto qualche tempo fa in tv, ma con una piccola variazione (anzichè la cipolla ho usato lo scalogno e non ho messo il coriandolo).

Il risultato è davvero soddisfaciente :D

Ingredienti: 2 avocado maturi; 1 lime; 2 scalogni; sale.

Come procedere: Incidere per il senso della lunghezza i 2 avocado; eliminare  il nocciolo centrale e scavare la polpa; metterla in una ciotola e schiacciarla (eventualmente con lo schiaccia patate).

Spremere il succo di 1 lime ed unirlo alla polpa di avocado, mescolare bene.

Tritare finemente gli scalogni ed unirli al composto.

Mescolare e salare.

Servire la salsa guacamole in una ciotolina accompagnato dalle tortillas piccanti.

Variante: Se le tortillas non sono piccanti aggiungere alla salsa del peperoncino in polvere.

Buon appetito!


mercoledì 15 dicembre 2010

Antipasto con crostini facili facili

Questa è una ricetta simpaticissima insegnatami dalla fisioterapista che mi stava rimettendo in sesto dopo un piccolo incidente sportivo.

Si tratta di un antipasto molto semplice e veloce ma gustosissimo.

Ingredienti: 1 pacchetto di stracchino da 250gr; 2 pezzetti di salsiccia; una piccola baguette

Come procedere: Preriscaldare il forno a 180°.

Tagliare la baguette a rondelle di 2 - 3cm; togliere la "pellicina" alla salsiccia e mescolarla, in una ciotola, allo stracchino.

Spalmare la crema di stracchino e salsiccia sulla baguette ed infornare fino a quando i crostini non assumono un aspetto dorato.

Servire caldi.

Buon appetito!

P.s. non ho una foto migliore perchè li abbiamo mangiati alla velocità della luce!

martedì 14 dicembre 2010

Curiosando in dispensa...Sale dolce di Cervia (RA)

Il sale di Cervia (RA) viene definito "dolce" per via della purezza del cloruro di sodio e per la minore presenza di altri cloruri più amari.

La tradizione del sale a Cervia affonda le sue radici nella storia più remota.
Conosciuto già dagli etruschi, ai tempi degli antichi romani  il sale  fungeva addirittura da paga per i legionari, da cui il nome "salario".

La qualità di questo sale era così universalmente nota che il "salfiore", il sale della prima raccolta, fino al 1870 veniva portato in Vaticano ( tradizione questa, ripresa nel 2003).

Nel 1959 la raccolta del sale, per decisione dei Monopoli di Stato, fu meccanizzata e durò così fino al 1999; ironicamente, la sola salina sopravvissuta in seguito, fu la "Camillone", l'unica che era rimasta a produzione artigianale.

Si vuole evidenziare che la "Camillone" è ancora  oggi in funzione con una produzione di sale di qualità elevatissima.

Nel 2003, fortunatamente,  con la nascita della Società Parco della Salina di Cervia si è data nuova vita alla produzione del sale e dei prodotti da esso derivati.

Per maggiori approfondimenti :

Parco delle Saline di Cervia




lunedì 13 dicembre 2010

Focaccia cipolla, scalogno e cacio ricotta

Questa ricetta l'ho eseguita utilizzando il lievito madre.
Per chi non lo conoscesse, il lievito madre è un tipo di lievito derivante dalla fermentazione naturale della farina .

Il procedimento  per la sua formazione e per  il suo utilizzo è  piuttosto lungo ma  presenta   una serie di notevoli vantaggi: innanzitutto il pane è più profumato,  è maggiormente digeribile e lo si può consumare per parecchi giorni.

Per quanto riguarda il procedimento di realizzazione, consiglio la  lettura del libro "Pane e roba dolce" delle Sorelle Simili, o, ancor meglio , chiedete a qualche persona amica che già lo utilizza di darvene un po' e di insegnarvi ad usarlo.

Io sono stata fortunata, l'ho ricevuto da Giusy, una delle mie migliori amiche.
Ritengo che questo dono di qualcosa di vivo, elaborato ed utilizzato da mani amiche, dia un senso di comunità, di  comunione, nonchè di generosa condivisione che, a mio parere, sono lo spirito stesso del cucinare.

Lavorazione col lievito madre: per l'impasto ho utilizzato la mia ricetta base per la pizza quindi ho lavorato 200gr di lievito madre con 400gr di farina 0, 200gr di acqua che  ho lasciato lievitare in frigorifero per 24 ore.

Il giorno dopo ho aggiunto 600gr di farina 0, 300gr di acqua, sale e due cucchiai di olio.
Lavorato assieme  il tutto  e formati due dischi di pasta,  vanno lasciati riposare fino a quando non raddoppiano il  loro volume.

Siccome l'impasto risulterà piuttosto abbondante vi consiglio di tenere da parte l'eccesso, magari per fare delle pizzette, altrimenti rischiate di fare una focaccia un po' troppo abbondante come è capitato a me!

Nel frattempo, mentre la pasta riposa, mettere in una padella  1-2 cucchiai d'olio a soffriggere, a fuoco delicato, 3-4 grosse cipolle e 3-4 scalogni fino a quando non sono ben cotte, trasparenti.
In una ciotola, grattugiare a scagliette abbondante cacioricotta .
Quando la cipolla con lo scalogno sono cotti,  farli raffreddare un pò e poi unirli al cacioricotta mescolando bene, aggiungere quindi sale e pepe e poi farcire il centro di uno dei dischi e  coprire  con l'altro.

Premere la pasta con le dita in modo da formare dei "craterini", spennellare la superficie d'olio e.v.o. e salare con sale grosso (io ho utilizzato quello dolce di Cervia).
Infornare a 180° per 30 min circa (comunque fino a quando la superficie non risulta bella dorata).
Servire calda.

A mio parere il giorno dopo, scaldata, è ancora  migliore perchè la pasta si è ben impregnata con i profumi ed i sapori della farcitura.

Siccome non tutti però hanno il tempo o la pazienza di lavorare il lievito madre, riporto anche una versione col lievito istantaneo.

Ingredienti: 300gr farina 0; 150gr acqua; 10gr lievito istantaneo per pizza; olio e.v.o ; 3-4- cipolle grosse; 3-4 scalogni; abbondante cacio ricotta grattugiato, sale grosso dolce di Cervia.

Impastare la farina, il lievito con l'acqua e far riposare.
Per il resto procedere come sopra.

Buon appetito!

sabato 11 dicembre 2010

Pacchetti di cavolo verza con crema di parmigiano e cacioricotta

L'altro giorno ho sperimentato una mia personalissima versione dei classici pacchetti di verza.

Il risultato non è stato niente male quindi riporto!!!!

Ingredienti: una foglia di media grandezza di cavolo verza per persona; mozzarella; fette di prosciutto crudo; crema di latte, parmigiano e cacioricotta grattugiati, sale e pepe bianco, stuzzicadenti per chiudere.

Come procedere: sbollentare in acqua calda e salata le foglie del cavolo verza fino a quando non diventano morbide; scolarle e gettarle subito in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio per evitare che perdano colore.

Tagliare a pezzetti la mozzarella.

Asciugare le foglie e nella parte interna adagiare un pezzetto di mozzarella, chiudere la foglia ed avvolgerla con una fetta di prosciutto. Fermare con degli stuzzicadenti.

Proseguire così per tutte le foglie.

Adagiare i pacchetti su di una teglia in forno caldo a 180° fino a che la mozzarella non comincia a sciogliersi.

In un pentolino versare la panna ed i formaggi grattugiati e far sciogliere il tutto.
 Lasciare cuocere a fuoco basso mescolando spesso fino a quando la panna non assume una consistenza cremosa, salare, se necessario, e pepare col pepe bianco (così non si vedono i puntini neri del pepe).

Versare nei piatti la crema ed adagiarvi sopra i pacchetti.

Buon appetito!!!!

venerdì 10 dicembre 2010

La "Viennetta " di Gabriella

Questo dolce è il non plus ultra della golosità!

Io la chiamo "Viennetta" perchè ricorda il famoso dolce, in realtà la dolcissima Gabriella che me l'ha insegnata la chiama Meringa.

Sia come sia, rimane davvero un semifreddo fantastico! Di grande scena e veloce da fare!!!

Ingredienti: una confezione da 1/4 di crema di latte (panna fresca); 1 tavoletta di cioccolato fondente; 130gr di meringhe col cioccolato; mezza tavoletta di cioccolato fondente per la decorazione; liquore per lo stampo (io uso il brandy ma va bene uno qualsiasi).

Come procedere: Montare la panna fino a che diventa soda, non di più, tritare le meringhe grossolanamente (anche a mano); unirle alla panna e mescolare (da sopra a sotto per evitare che la panna si sgonfi); aggiungere la barretta di cioccolato  precedentemente sbriciolata.

Bagnare uno stampo da plum cake con del liquore e versarvi il dolce, coprirlo con carta stagnola anch'essa bagnata col liquore e mettere in freezer finchè non solidifica.

Quando si deve servire il dolce posizionarlo in frigorifero in anticipo, prima di servirlo sciogliere del cioccolato a bagno maria; rovesciare il dolce su di un piatto da portata e versarvi sopra il cioccolato caldo.
Buon appetito!!!


P.s. non trovavo la macchina fotografica e quindi mi si è sciolto il dolce


giovedì 9 dicembre 2010

Curiosando in dispensa...il Certosino

Il Certosino è uno dei dolci tradizionali delle festività bolognesi e la cui origine risale almeno al Medioevo.

Secondo alcuni il nome deriva dal fatto che la ricetta originale era custodita dai monaci della Certosa, appunto certosini, i quali subentrarono, nella preparazione, agli speziali (per questa ragione è  conosciuto anche come Panspeziale).

Numerose sono le testimonianze che ci parlano di questo dolce.
Un bando del 1537 notificava alla popolazione che "per servizio della città et abitanti di essa. il Daziere può fare o far fare Confortini, Pan speciali, Certosini, Biscotti...et ogni altra sorta di pasta...".

Ancora, notizie del Certosino si ritrovano nel "Libro dei ricordi" del Monastero di S. Michele in Bosco, nel quale si racconta dell'abitudine dei monaci Olivetani, tra il '600 e il '700, di omaggiare le autorità con doni natalizi commestibili, di produzione propria, tra i quali sono citati i panspeziali.

Persino il vocabolario Bolognese - Italiano di C. Coronidi Berti, edito a Bologna tra il 1869 - 1872,  cita il Panspeziale.

 In seguito,dal convento, la produzione passò alle drogherie (che li producevano attraverso una lunga preparazione e con la possibilità  di degustarlo almeno 20 giorni dopo la cottura, perchè solo in tal modo  erano pronti per il giusto sapore), ed infine, anche molte famiglie cominciarono una propria produzione domestica.

Simile al Certosino, ma con una consistenza molto più morbida, è anche il Panone, anch'esso caratteristico delle festività natalizie bolognesi.

Nel 2003 l'Accademia Italiana della Cucina, con atto notarile, ha decretato la ricetta classica del Certosino, consegnando poi l'atto presso la Camera di Commercio di Bologna.

Per approfondimenti:
La Mercanzia - Storie  di tortellini, tagliatelle e...

mercoledì 8 dicembre 2010

Non è Natale se non c'è...il Certosino!

Con questa ricetta partecipo al Contest "Non è Natale se non c'è..." organizzato da Claudia di Pasticci&Pastrocchi nella sezione dolci.

Anche senza il contest non avrei potuto chiamare diversamente questo post, infatti per me non è veramente Natale se non c'è il Certosino!

Il Certosino è uno dei tipici dolci natalizi che si fanno a Bologna, in molte famiglie proprio l'otto dicembre, ma per me è molto di più!
Fin da bambina, una nostra amica di famiglia, Peppina, che oggi ha 94 anni e che per me è una seconda nonna, ci ha portato questo dolce da gustare il giorno di Natale.

Un anno , poichè volevo imparare a farlo, abbiamo passato un bellissimo fine settimana tra i fornelli, con lei che mi insegnava i segreti di questa delizia.

Da allora, tutti gli anni, il giorno di Natale, sulla mia tavola i Certosini sono due, uno mio ed uno di Peppina.

La ricetta che riporto è quindi quella di "famiglia", non è uguale a quella che, nel 2003 è stata codificata presso la Camera di Commercio di Bologna, ma per me è la migliore del mondo!

Questa ricetta è per circa 8 certosini di media grandezza,

Ingredienti: 1kg farina 00; 50gr fecola di patate; 300gr zucchero; 200gr miele; 100gr cacao amaro; 100gr burro; 500gr frutta candita; 300gr di mandorle pelate e tostate; 10gr di spezie per Certosino; 200gr uva sultanina; 2 uova; 200gr fichi secchi; 2 bicchieri di vino fermo secco (nero o bianco è lo stesso); 1 stecca di cioccolato fondente; 500gr marmellata di prugne; 200gr mostarda; 2 mele; 1 bustina di lievito per (1 kg di dolce); miele per spennellare.

Come procedere: sbucciare le mele, togliere il torsolo e farle a pezzetti; metterle in infusione per una notte in una ciotola con due bicchieri di vino.

Il giorno dopo in una ciotola molto grande mettere tutti gli ingredienti (lasciando per ultimo il lievito e tenendo da parte un pò di mandorle e di canditi per decorare) e mescolare (questi sono i momenti in cui invidio fortemente chi possiede una planetaria!!!).
Se l'impasto risulta duro, aggiungere il vino in cui sono state in infusione le mele (io ne aggiungo sempre  un po' perchè, secondo me, dona  un sapore delizioso al Certosino!).

Preriscaldare il forno a 200°.

Versare l'impasto negli stampini e decorare con le mandorle ed i canditi tenuti a parte.

Cuocere in forno ; appena i Certosini cominciano a lievitare abbassare il calore (circa 180°).
Verificare la cottura con uno stuzzicadenti di legno.

Quando sono pronti sformare i certosini e farli raffreddare su di una griglia per dolci.

Scaldare del miele in un tegamino e spennellarlo sulla superficie dei certosini.
Quando sono completamente freddi avvolgerli in pellicola trasparente e cercare di resistere alla tentazione di mangiarli per almeno 15-20 giorni, lasciandoli nascosti in un posto fresco ed asciutto!

Buon Natale!!!!!

martedì 7 dicembre 2010

Biscotti natalizi speziati

Tra le tantissime cose belle del Natale, una delle mie preferite è il profumo delle spezie che vengono usate in abbondanza durante questo periodo.

Zenzero, cannella, chiodi di garofano, il solo sentire il loro profumo mi fa subito allegria!

Forse è proprio per questa ragione che amo tanto questi biscotti!
Non è davvero Natale se non ne preparo due belle scatole di latta, piene!!!

Ingredienti: 700gr farina 00; 200gr burro a temperatura ambiente; 200gr zucchero; 200gr miele; 3uova; un pizzico di bicarbonato; un pizzico di sale; cannella e zenzero in polvere in abbondanza.

Come procedere:  Impastare in una grande ciotola tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Formare una palla; coprire la ciotola con della pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 min.

Passati i 30 min. stendere l'impasto, con l'aiuto di un mattarello, su di un tagliere, lasciando uno spessore di 1-2 cm.
Tagliare con delle formine per biscotti natalizie la pasta; cuocere, in forno già caldo a 180°, per circa 5 min. (un po' di più se, come me, preferite i biscotti un po' più cotti!).

Far raffreddare i biscotti su di una griglia per dolci e, una volta freddi, riporre in scatole di latta (anche di recupero, io uso delle vecchie scatole dei biscotti IKEA).

Varianti:  - se si desiderano dei biscotti ancora più aromatici, utilizzare del miele di arancio;
- volendo, decorare con della glassa ottenuta mescolando succo di limone e zucchero a velo, ma io li preferisco così, rustici!!!

Buon appetito!

domenica 5 dicembre 2010

Barchette di sedano con crema di ricotta e salmone affumicato

Questo post è un antipasto per il Contest "Christmas finger food" indetto da Patrizia de "La Melagranata".

Nella mia famiglia, uno dei segni che fa capire l'arrivo imminente del Natale, è la comparsa in frigorifero del salmone affumicato!
Forse perchè a noi piace molto, o forse perchè è uno di quegli alimenti versatili che si possono trasformare in diverse, deliziose, colorate, ricette.

Per il contest di Patrizia ho deciso di  realizzare un antipasto facile facile, adattissimo in caso di ospiti improvvisi, proprio con questo favoloso pesce, !

Siccome è il classico piatto in cui il gusto personale è determinante, le quantità che segno sono puramente indicative. 

Ingredienti: Una confezione di salmone affumicato da 100gr; una confezione di ricotta di mucca da 200gr, crema di latte qb per ammorbidire l'impasto; gambi di sedano; pepe.

Come procedere: Lavare i gambi di sedano, togliere le foglie e tagliare la costa orizzontalmente in modo da ottenere delle "barchette".

Frullare assieme, con il frullatore ad immersione, fino ad ottenere una crema dal denso colore rosa, il salmone, la ricotta, un pizzico di pepe ed un goccio di panna per ammorbidire l'impasto.

Inserire la crema così ottenuta in un sac à poche e decorare una delle estremità delle barchette di sedano.

Con parte della crema fare delle quenelles.
Lasciare qualche gambo senza la crema così da poterlo intingere nelle quenelles di salmone.

Volendo decorare le barchette con grani di pepe rosa sminuzzato.

sabato 4 dicembre 2010

Il pasticcio di patate di mamma o finto pesce

Mia mamma non è nata, come si suol dire, grande cuoca!

Quando si è sposata sapeva fare solo due ricette: un dolce col mascarpone e delle barchette di limone e tonno come antipasto!

Però è dotata di grandi pregi: innanzitutto è molto volenterosa e, a forza di esperimenti più o meno riusciti, è diventata discretamente brava. Inoltre ha una grande fantasia e riesce a ricreare delle pietanze davvero buone anche dagli avanzi! Per questo, mutuando il soprannome che Ruth Reichel dà a sua mamma, la chiamo "la regina degli avanzi".

Queste sue doti, sommate al  suo spiccato buon gusto, ci rendono decisamente complementari: infatti, quando abbiamo ospiti, io curo l'aspetto gastronomico e lei si dedica alla mise en place della tavola.

Se in cucina sono più brava io, ci sono però alcuni piatti in cui eccelle: uno di questi è il pasticcio di patate!

Questo piatto a Bologna viene anche chiamato "finto pesce" in quanto, visto che contiene tonno, molti lo modellano a forma di pesce.
Ad essere onesta, però, anche senza la forma del pesce, quello di mia mamma è il migliore!Da bambina tutte le mie amichette impazzivano per questa ricetta!

Premessa: essendo una di quelle ricette di famiglia nelle quali si va "ad occhio", non fornisco dosi precise in quanto, il numero degli ospiti ed il gusto personale, determinano la maggiore o minore presenza degli ingredienti.

Ingredienti: Patate; tonno sott'olio sgocciolato; maionese, capperi in salamoia; olive verdi in salamoia; acciughe; cipolline da cocktail; maionese in tubetto per decorare; carciofini per decorare; frutti di cappero per decorare.

Come procedere: Lavare le patate e bollirle in acqua salata (volendo anche con la pentola a pressione per accorciare i tempi) poi schiacciarle in una ciotola abbastanza grande.
Unire il tonno sgocciolato, un pizzico di maionese, non troppa altrimenti "stomaca", i capperi sgocciolati, qualche cipollina e le acciughe spezzettate.
Mescolare il tutto in modo da ottenere un composto omogeneo.
Disporre su di un piatto da portata cercando di dare la  forma  di torta o, se siete molto bravi, di  pesce.
A questo punto decorare a piacere con le olive verdi, la maionese in tubetto, le acciughe e, volendo, dei frutti di cappero e qualche carciofino sott'olio.

Buon appetito!



giovedì 2 dicembre 2010

Ciambella alla panna

Poichè avevo in casa della crema di latte (a.k.a. panna fresca) che stava per scadere, ho deciso di farne una ciambella per la prima colazione, cercando però di renderla un po' più leggera (le feste sono alle porte e quindi meglio non esagerare con i dolciumi!).

Ingredienti: 250gr farina; 1/2 bustina di lievito per dolci; 125gr miele; 25ml di panna; 3 uova; mezza stecca di vaniglia.

Come procedere: Mettere la panna in un tegamino, incidere il baccello di vaniglia per il senso della lunghezza; far fuoriuscire nel liquido i semini, scaldare la panna appena un po', spegnere e lasciar raffreddare con la vaniglia in infusione per circa 15 min.

Nel frattempo montare le uova con il miele, aggiungere la farina e il lievito.
Togliere la stecca di vaniglia, versare la panna nell'impasto e mescolare.

Preriscaldare il forno a 170°.

Imburrare ed infarinare uno stampo per ciambelle, versare il composto e cuocere per circa 40 min.

Sformare e lasciar raffreddare su di una griglia per dolci.

Volendo, spolverizzare con zucchero a velo.
Buon appetito!


martedì 30 novembre 2010

Addio Mario...

Ieri ci ha lasciato uno dei più grandi registi italiani, Mario Monicelli.
Un uomo dalla comicità graffiante ed inimitabile, che sapeva descrivere vizi e virtù degli italiani senza mai cadere nella retorica.

A chi non li avesse mai visti, consiglio vivamente di guardare i suoi film, che sono ormai parte della storia del grande cinema italiano.

Per rendergli omaggio voglio riportare la ricetta della Pasta e Ceci che, ne "I soliti ignoti", la banda racimola come misero bottino finale. 

Addio Mario e grazie di tutto!

Ingredienti: 300gr di semola; 300gr di ceci secchi.

Come procedere: Ammollare i ceci la sera prima in acqua fredda.
Impastare la semola con acqua tiepida ed impastare fino ad ottenere una massa liscia.
Formare delle palle grandi come un pugno e spianarle con il mattarello, tagliarle a listarelle formando così dei "maltagliati" e lasciare asciugare.
Cuocere i ceci in un tegame colmo d'acqua con un paio di foglie di alloro, quando bollono unire il sale.
Quando i ceci sono quasi cotti e l'acqua bolle gettare i maltagliati, quando sono cotti (in pochissimo tempo, lo si capisce perchè salgono a galla), versare nei piatti e condire con un filo d'olio a crudo.



Porri che passione!!!!

L'inverno, oltre alle giornate fredde e buie ed al cambio dell'armadio, ci regala anche alcune delle verdure più buone che esistano e tra queste una delle mie preferite sono i porri.

L'altro giorno, siccome andavo a pranzo a casa di amici, ho avuto la scusa per provare una torta rustica nuova, usando  questi fantastici vegetali: La torta rustica con porri e fontina.

Premetto subito che non è decisamente una torta light ma estremamente golosa!

Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia; 1kg di porri affettati finemente; 2 cucchiai di olio e.v.o.; sale e pepe; 2 uova; 300gr d fontina a scagliette; 2 cucchiai di prezzemolo tritato finemente; 1 uovo per la spennellatura della torta.

Come procedere: Stendere la pasta sfoglia in uno stampo circolare e bucherellarla con i rebbi di una forchetta per evitare che il fondo si gonfi.

Soffriggere i porri in padella con l'olio fino a quando non sono teneri e trasparenti.

Sbattere le uova in una terrina ed aggiungere la fontina grattugiata, il prezzemolo ed aggiustare di sale e pepe.

Aggiungere i porri, mescolare e versare il ripieno nella pastasfoglia e ripiegare i bordi in eccesso su sè stessi.

Spenellare i bordi con  l'uovo sbattuto e cuocere in forno già caldo a 200° per 30 min.
Passati i 30 min. abbassare la temperatura del forno a 180° e cuocere per altri 15 min.

Servire la torta molto calda.

Buon appetito!!!

Contest Ricetta del buon umore

Sono stata gentilmente invitata dalla blogger di "Mezzaluna" a partecipare al suo contest "Ricetta del buon umore".

Quindi ecco  le cose che mi fanno stare bene/ suscitano piacevoli ricordi:


un luogo:
Inutile dirlo! La mia casetta!!! Quando sono stanca, o capita uno di quei giorni in cui tutto va storto, non c'è niente di più bello e consolatorio che tornare a casa!


un profumo:
Io sono sensbilissima agli odori. La memoria olfattiva è forse l'unico tipo di memoria che mi funziona bene! Basta che senta un profumo una volta e si stampa in maniera indelebile nella mia mente!
I due odori che più mi mettono di buon umore sono: il mughetto, da sempre la base del profumo di mia mamma e quello dei dolci che si cuociono in forno!

un cibo o una bevanda:
La cioccolata!!!!Non importa sotto che forma! Liquida o solida è sempre LEI l'unico vero comfort food!!

un suono:
Il respiro profondo dei miei mici quando si addormentano sulle mie ginocchia; non c'è nulla di più gratificante, perchè dimostrano tutta la fiducia e l'amore che hanno per me.

un film:
UH!!!!difficile!!!dipende dai periodi!!!forse però quello che mi rasserena di più è "La vita è una cosa meravigliosa" di F. Capra dove i "buoni", nonostante le difficoltà, riescono sempre a risolvere i loro problemi. Comunque, in generale,  tutti   i film con un lieto fine!


 

lunedì 29 novembre 2010

Curiosando in dispensa...La farina dolce di castagne di Granaglione

Tra i prodotti tradizionali che l'Emilia - Romagna può vantare vi è anche la farina dolce di castagne di Granaglione (BO).

Granaglione è un paese situato a mezza via tra Bologna e Firenze, posto ad 800 mt sul livello del mare. 
Qui, come in molti altri  luoghi arroccati sulle montagne, la castagna ha costituito  per secoli, grazie alla sua adattabilità, l'alimento base delle popolazioni.
Dalle castagne, fatte essicare all'interno del " Caniccio", si ricavava  la farina che aveva il vantaggio di mantenersi a lungo, di poter essere consumata in diversi modi ed anche essere adoperata come bene di scambio.

Dopo la seconda guerra mondiale, come spesso accade, con l'arrivo del benessere economico e con lo spopolamento delle montagne,  per quasi cinquant'anni  vi è stato un progressivo abbandono dei  numerosi castagneti, rischiandosi  così di perdere per sempre questa preziosa varietà di castagna.

Per fortuna però, dal 1992, si è costituito il Consorzio Volontario Castanicoltori di Granaglione il cui scopo è quello di valorizzare la produzione delle castagne.

Grazie al lavoro infaticabile del Consorzio non solo ancora oggi possiamo gustare la farina dolce di castagne, ma a Granaglione è sorto un birrificio molto particolare, il Beltaine, che produce birra di castagne, una bevanda che ha le sue origini ai tempi dei celti.

Per ulteriori informazioni:


venerdì 26 novembre 2010

I sapori di una volta: le Mistocchine

Le "mistocchine" sono una di quelle dolcezze che rimandano ai racconti di mamma e nonna.
Racconti nei quali, nel periodo autunnale ed invernale, c'era sempre, lungo le strade o in piazza, una vecchina che vendeva le sue semplici dolcezze fatte di farine di castagne.
La modernità, la fretta, le merendine confezionate e, forse, anche un po' di snobismo, hanno fatto sparire la "mistocchina" dalle merende dei bambini ed anch'io non ho mai avuto l'occasione di mangiare questo "street food" ante litteram.

Qualche tempo fa, però, mi sono imbattuta nella ricetta e così ho deciso di provare a farle....
Nella speranza che piacciano a voi ,come sono piaciute  a me, ecco qui!

Ingredienti: 250gr farina di castagne; qualche goccia di anice; acqua e sale.

Come procedere: Versare la farina su una spianatoia, aggiungere qualche goccia d'anice (io sono stata un pò scarsa  ma vi consiglio di abbondare un po' perchè dà maggiore sapore); un pizzico di sale. Aggiungere poco alla volta  l'acqua in modo da ottenere un impasto compatto adatto ad essere steso col mattarello.
Stendere l'impasto col mattarello ad un'altezza di 1/2 cm, coppare la pasta a forma di disco ( o con un coppapasta o con un bicchiere) e fare asciugare, quindi arrostire le mistocchine su di una piastra bollente (o una padella anti aderente non unta).

Girarle fino a che la farina non risulta asciutta, servirle calde.

Buon appetito!!!


giovedì 25 novembre 2010

Curiosando in dispensa....il Curry

Il Curry in realtà non è una vera e propria spezia ma una miscellanea di spezie diverse che deriva il suo nome dalla contrazione inglese del termine hindi turkarri ovvero pietanza in umido.

Il nome della miscela base di spezie è masala e si differenzia fortemente a seconda della regione di provenienza. Quella più diffusa è il garam masala (cardamomo, pepe, chiodi di garofano, cumino, coriandolo e cannella) utilizzata soprattutto per insaporire la carne ed il pollame.

Una delle miscele di curry migliori è quello di Madras che può essere poco piccante, molto piccante, piccantissima.

Il curry va sempre stemperato ma mai aggiunto direttamente al soffritto poichè assumerebbe un sapore amaro.


mercoledì 24 novembre 2010

Sapori d'Asia: Finocchi al curry

A me i finocchi piacciono un sacco crudi.
Cotti mi fanno abbastanza schifo, mi fanno sempre venire in mente certi pasti da ospedale, parecchio tristi ed insapori...questa però è un'eccezione, è l'unica ricetta con i finocchi cotti che mi piace un mondo!!!
Forse perchè prima sono lievemente soffritti o forse per il sapore esotico conferito dal curry, sia come sia questa è una ricetta davvero carina ed originale!!!

Ingredienti: 4 - 5 finocchi grandi tondi (qui torna il discorso del mio post sui tipi di finocchi); brodo vegetale; curry; olio e.v.o.; una manciata di mandorle pelate; una manciata di pistacchi pelati, aneto fresco.

Piccola nota, non vi do' delle dosi precise perchè è una ricetta che ormai  da tempo eseguo ad occhio!

Come procedere: Preparare il brodo vegetale in una pentola (nel dubbio abbondate in quanto il brodo deve essere sempre bollente per essere poi aggiunto, se ce ne fosse bisogno, ai finocchi), quando bolle mettere il curry (regolatevi secondo il vostro gusto: più curry mettete più il piatto risulterà piccante).

Lavare i finocchi, tagliare le punte estreme (ma tenere da parte qualche barbina) e il "sederino" e tagliare i finocchi in quattro.
Mettere i finocchi in un tegame dovre avrete versato un pò d'olio e.v.o, non tantissimo, giusto il necessario per dare una prima veloce soffrittura fino a quando i finocchi non assumeranno una lieve doratura (attenzione! la fiamma sotto il tegame non deve essere altissima altrimenti si attaccano, mescolate anche di frequente).
Aggiungere il brodo (a cui avrete già unito il curry) in quantità sufficiente da coprire i finocchi e  fare cuocere mescolando di tanto in tanto, mettere il coperchio.

Se il brodo si fosse già ritirato ma i finocchi risultassero ancora duri, unirne dell'altro bollente (conviene sempre tenerne una pentola sul fuoco a portata di mestolo!); a metà cottura si possono anche scoprire.

Quando sono ormai cotti ( il finocchio è pronto quando si infilza facilmente con la forchetta) aggiungere le mandorle pelate (consiglio di comprarle già così, è più semplice!) ed i pistacchi pelati (vanno sgusciati, sbollentati, messi all'interno di uno strofinaccio  - o burazzo come si dice a Bologna - e spellati sfregandoli con lo stesso).
Se non li servite subito consiglio di lasciarli un pò più brodosi così potete riscardarli con più facilità.
Spolverizzare con l'aneto fresco prima di servire o, nel caso non lo troviate, con le "barbine" del finocchio!

Varianti: per una ricetta un po' più light non aggiungere nè i pistacchi nè le mandorle.

Buon appetito!!!

martedì 23 novembre 2010

Curiosando in dispensa....Parmigiano Reggiano o Grana Padano?

Il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano sono forse i formaggi  italiani più famosi, conosciuti sia in Italia che all'estero.

Questi due formaggi, anche se all'apparenza  possono sembrare molto simili, hanno caratteristiche diverse che vanno dal luogo di provenienza ai tempi di stagionatura (per il Parmigiano Reggiano devono essere almeno dodici mesi per il Grana Padano almeno nove).
Consiglio una visita ai rispettivi siti, contengono interessanti informazioni e curiosità su questi due capisaldi della nostra cucina: Parmigiano Reggiano e Grana Padano .



lunedì 22 novembre 2010

Torre di Grana...Padano

Ogni tanto mi piace spulciare tra le mie mille ricette e cercare quelle che mi avevano colpito, per un motivo o per l'altro, ma che poi non avevo ancora avuto occasione di realizzare.
Così ho sperimentato questa torre di grana!
Un antipasto davvero facile da realizzare ma, come si suol dire, di sicuro effetto!!!
Ad essere sincera io ho fatto una versione un po' rivisitata (quella di questo post, infatti mi mancavano alcuni ingredienti) ma il risultato è stato spettacolare!!

Ingredienti: Grana Padano grattuggiato, 2 cipolle bionde di media grandezza, cacioricotta a scaglie, sale, pepe, olio e.v.o., 2 cucchiaini di zucchero di canna grezzo, 1 bicchierino di brandy, salvia per decorare.

Accendere il forno a 180°; su di una teglia ricoperta di carta da forno formare 3 dischi di grana grattuggiato per ciascuna colonna (per aiutarsi nel dare la forma utilizzare dei coppapasta tondi); metterli in forno fino a quando non risultano dorati, a quel punto tirarli fuori e lasciarli raffreddare.
Tagliare la cipolla a fettine sottili e saltarla in padella con l'olio e.v.o fino a che non imbiondisce, sfumare col brandy ed alzare la fiamma per far evaporare l'alcool infine unire lo zucchero di canna; mescolare, abbassare la fiamma, coprire e lasciare stufare per circa 15 min.
Nel frattempo tagliare a scaglie il cacio ricotta.
Quando le cipolle sono pronte comporre il piatto: un disco di grana, un po' di cipolle e qualche scaglia di formaggio poi di nuovo un disco di grana ecc. fino al completamento della torre, in cima una spolverizzata di cacio ricotta.
Decorare con una foglia di salvia.

Varianti:  - le cialdine si possono fare anche col Parmigiano Reggiano;
- il formaggio a scaglie può essere anche feta; ricotta romana salata da gratuggiare; pecorino;
- è possibile sfumare le cipolle col cognac anzichè col brandy

e questo è il mio antipasto natalizio......Buon appetito!!!