martedì 30 novembre 2010

Addio Mario...

Ieri ci ha lasciato uno dei più grandi registi italiani, Mario Monicelli.
Un uomo dalla comicità graffiante ed inimitabile, che sapeva descrivere vizi e virtù degli italiani senza mai cadere nella retorica.

A chi non li avesse mai visti, consiglio vivamente di guardare i suoi film, che sono ormai parte della storia del grande cinema italiano.

Per rendergli omaggio voglio riportare la ricetta della Pasta e Ceci che, ne "I soliti ignoti", la banda racimola come misero bottino finale. 

Addio Mario e grazie di tutto!

Ingredienti: 300gr di semola; 300gr di ceci secchi.

Come procedere: Ammollare i ceci la sera prima in acqua fredda.
Impastare la semola con acqua tiepida ed impastare fino ad ottenere una massa liscia.
Formare delle palle grandi come un pugno e spianarle con il mattarello, tagliarle a listarelle formando così dei "maltagliati" e lasciare asciugare.
Cuocere i ceci in un tegame colmo d'acqua con un paio di foglie di alloro, quando bollono unire il sale.
Quando i ceci sono quasi cotti e l'acqua bolle gettare i maltagliati, quando sono cotti (in pochissimo tempo, lo si capisce perchè salgono a galla), versare nei piatti e condire con un filo d'olio a crudo.



Porri che passione!!!!

L'inverno, oltre alle giornate fredde e buie ed al cambio dell'armadio, ci regala anche alcune delle verdure più buone che esistano e tra queste una delle mie preferite sono i porri.

L'altro giorno, siccome andavo a pranzo a casa di amici, ho avuto la scusa per provare una torta rustica nuova, usando  questi fantastici vegetali: La torta rustica con porri e fontina.

Premetto subito che non è decisamente una torta light ma estremamente golosa!

Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia; 1kg di porri affettati finemente; 2 cucchiai di olio e.v.o.; sale e pepe; 2 uova; 300gr d fontina a scagliette; 2 cucchiai di prezzemolo tritato finemente; 1 uovo per la spennellatura della torta.

Come procedere: Stendere la pasta sfoglia in uno stampo circolare e bucherellarla con i rebbi di una forchetta per evitare che il fondo si gonfi.

Soffriggere i porri in padella con l'olio fino a quando non sono teneri e trasparenti.

Sbattere le uova in una terrina ed aggiungere la fontina grattugiata, il prezzemolo ed aggiustare di sale e pepe.

Aggiungere i porri, mescolare e versare il ripieno nella pastasfoglia e ripiegare i bordi in eccesso su sè stessi.

Spenellare i bordi con  l'uovo sbattuto e cuocere in forno già caldo a 200° per 30 min.
Passati i 30 min. abbassare la temperatura del forno a 180° e cuocere per altri 15 min.

Servire la torta molto calda.

Buon appetito!!!

Contest Ricetta del buon umore

Sono stata gentilmente invitata dalla blogger di "Mezzaluna" a partecipare al suo contest "Ricetta del buon umore".

Quindi ecco  le cose che mi fanno stare bene/ suscitano piacevoli ricordi:


un luogo:
Inutile dirlo! La mia casetta!!! Quando sono stanca, o capita uno di quei giorni in cui tutto va storto, non c'è niente di più bello e consolatorio che tornare a casa!


un profumo:
Io sono sensbilissima agli odori. La memoria olfattiva è forse l'unico tipo di memoria che mi funziona bene! Basta che senta un profumo una volta e si stampa in maniera indelebile nella mia mente!
I due odori che più mi mettono di buon umore sono: il mughetto, da sempre la base del profumo di mia mamma e quello dei dolci che si cuociono in forno!

un cibo o una bevanda:
La cioccolata!!!!Non importa sotto che forma! Liquida o solida è sempre LEI l'unico vero comfort food!!

un suono:
Il respiro profondo dei miei mici quando si addormentano sulle mie ginocchia; non c'è nulla di più gratificante, perchè dimostrano tutta la fiducia e l'amore che hanno per me.

un film:
UH!!!!difficile!!!dipende dai periodi!!!forse però quello che mi rasserena di più è "La vita è una cosa meravigliosa" di F. Capra dove i "buoni", nonostante le difficoltà, riescono sempre a risolvere i loro problemi. Comunque, in generale,  tutti   i film con un lieto fine!


 

lunedì 29 novembre 2010

Curiosando in dispensa...La farina dolce di castagne di Granaglione

Tra i prodotti tradizionali che l'Emilia - Romagna può vantare vi è anche la farina dolce di castagne di Granaglione (BO).

Granaglione è un paese situato a mezza via tra Bologna e Firenze, posto ad 800 mt sul livello del mare. 
Qui, come in molti altri  luoghi arroccati sulle montagne, la castagna ha costituito  per secoli, grazie alla sua adattabilità, l'alimento base delle popolazioni.
Dalle castagne, fatte essicare all'interno del " Caniccio", si ricavava  la farina che aveva il vantaggio di mantenersi a lungo, di poter essere consumata in diversi modi ed anche essere adoperata come bene di scambio.

Dopo la seconda guerra mondiale, come spesso accade, con l'arrivo del benessere economico e con lo spopolamento delle montagne,  per quasi cinquant'anni  vi è stato un progressivo abbandono dei  numerosi castagneti, rischiandosi  così di perdere per sempre questa preziosa varietà di castagna.

Per fortuna però, dal 1992, si è costituito il Consorzio Volontario Castanicoltori di Granaglione il cui scopo è quello di valorizzare la produzione delle castagne.

Grazie al lavoro infaticabile del Consorzio non solo ancora oggi possiamo gustare la farina dolce di castagne, ma a Granaglione è sorto un birrificio molto particolare, il Beltaine, che produce birra di castagne, una bevanda che ha le sue origini ai tempi dei celti.

Per ulteriori informazioni:


venerdì 26 novembre 2010

I sapori di una volta: le Mistocchine

Le "mistocchine" sono una di quelle dolcezze che rimandano ai racconti di mamma e nonna.
Racconti nei quali, nel periodo autunnale ed invernale, c'era sempre, lungo le strade o in piazza, una vecchina che vendeva le sue semplici dolcezze fatte di farine di castagne.
La modernità, la fretta, le merendine confezionate e, forse, anche un po' di snobismo, hanno fatto sparire la "mistocchina" dalle merende dei bambini ed anch'io non ho mai avuto l'occasione di mangiare questo "street food" ante litteram.

Qualche tempo fa, però, mi sono imbattuta nella ricetta e così ho deciso di provare a farle....
Nella speranza che piacciano a voi ,come sono piaciute  a me, ecco qui!

Ingredienti: 250gr farina di castagne; qualche goccia di anice; acqua e sale.

Come procedere: Versare la farina su una spianatoia, aggiungere qualche goccia d'anice (io sono stata un pò scarsa  ma vi consiglio di abbondare un po' perchè dà maggiore sapore); un pizzico di sale. Aggiungere poco alla volta  l'acqua in modo da ottenere un impasto compatto adatto ad essere steso col mattarello.
Stendere l'impasto col mattarello ad un'altezza di 1/2 cm, coppare la pasta a forma di disco ( o con un coppapasta o con un bicchiere) e fare asciugare, quindi arrostire le mistocchine su di una piastra bollente (o una padella anti aderente non unta).

Girarle fino a che la farina non risulta asciutta, servirle calde.

Buon appetito!!!


giovedì 25 novembre 2010

Curiosando in dispensa....il Curry

Il Curry in realtà non è una vera e propria spezia ma una miscellanea di spezie diverse che deriva il suo nome dalla contrazione inglese del termine hindi turkarri ovvero pietanza in umido.

Il nome della miscela base di spezie è masala e si differenzia fortemente a seconda della regione di provenienza. Quella più diffusa è il garam masala (cardamomo, pepe, chiodi di garofano, cumino, coriandolo e cannella) utilizzata soprattutto per insaporire la carne ed il pollame.

Una delle miscele di curry migliori è quello di Madras che può essere poco piccante, molto piccante, piccantissima.

Il curry va sempre stemperato ma mai aggiunto direttamente al soffritto poichè assumerebbe un sapore amaro.


mercoledì 24 novembre 2010

Sapori d'Asia: Finocchi al curry

A me i finocchi piacciono un sacco crudi.
Cotti mi fanno abbastanza schifo, mi fanno sempre venire in mente certi pasti da ospedale, parecchio tristi ed insapori...questa però è un'eccezione, è l'unica ricetta con i finocchi cotti che mi piace un mondo!!!
Forse perchè prima sono lievemente soffritti o forse per il sapore esotico conferito dal curry, sia come sia questa è una ricetta davvero carina ed originale!!!

Ingredienti: 4 - 5 finocchi grandi tondi (qui torna il discorso del mio post sui tipi di finocchi); brodo vegetale; curry; olio e.v.o.; una manciata di mandorle pelate; una manciata di pistacchi pelati, aneto fresco.

Piccola nota, non vi do' delle dosi precise perchè è una ricetta che ormai  da tempo eseguo ad occhio!

Come procedere: Preparare il brodo vegetale in una pentola (nel dubbio abbondate in quanto il brodo deve essere sempre bollente per essere poi aggiunto, se ce ne fosse bisogno, ai finocchi), quando bolle mettere il curry (regolatevi secondo il vostro gusto: più curry mettete più il piatto risulterà piccante).

Lavare i finocchi, tagliare le punte estreme (ma tenere da parte qualche barbina) e il "sederino" e tagliare i finocchi in quattro.
Mettere i finocchi in un tegame dovre avrete versato un pò d'olio e.v.o, non tantissimo, giusto il necessario per dare una prima veloce soffrittura fino a quando i finocchi non assumeranno una lieve doratura (attenzione! la fiamma sotto il tegame non deve essere altissima altrimenti si attaccano, mescolate anche di frequente).
Aggiungere il brodo (a cui avrete già unito il curry) in quantità sufficiente da coprire i finocchi e  fare cuocere mescolando di tanto in tanto, mettere il coperchio.

Se il brodo si fosse già ritirato ma i finocchi risultassero ancora duri, unirne dell'altro bollente (conviene sempre tenerne una pentola sul fuoco a portata di mestolo!); a metà cottura si possono anche scoprire.

Quando sono ormai cotti ( il finocchio è pronto quando si infilza facilmente con la forchetta) aggiungere le mandorle pelate (consiglio di comprarle già così, è più semplice!) ed i pistacchi pelati (vanno sgusciati, sbollentati, messi all'interno di uno strofinaccio  - o burazzo come si dice a Bologna - e spellati sfregandoli con lo stesso).
Se non li servite subito consiglio di lasciarli un pò più brodosi così potete riscardarli con più facilità.
Spolverizzare con l'aneto fresco prima di servire o, nel caso non lo troviate, con le "barbine" del finocchio!

Varianti: per una ricetta un po' più light non aggiungere nè i pistacchi nè le mandorle.

Buon appetito!!!

martedì 23 novembre 2010

Curiosando in dispensa....Parmigiano Reggiano o Grana Padano?

Il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano sono forse i formaggi  italiani più famosi, conosciuti sia in Italia che all'estero.

Questi due formaggi, anche se all'apparenza  possono sembrare molto simili, hanno caratteristiche diverse che vanno dal luogo di provenienza ai tempi di stagionatura (per il Parmigiano Reggiano devono essere almeno dodici mesi per il Grana Padano almeno nove).
Consiglio una visita ai rispettivi siti, contengono interessanti informazioni e curiosità su questi due capisaldi della nostra cucina: Parmigiano Reggiano e Grana Padano .



lunedì 22 novembre 2010

Torre di Grana...Padano

Ogni tanto mi piace spulciare tra le mie mille ricette e cercare quelle che mi avevano colpito, per un motivo o per l'altro, ma che poi non avevo ancora avuto occasione di realizzare.
Così ho sperimentato questa torre di grana!
Un antipasto davvero facile da realizzare ma, come si suol dire, di sicuro effetto!!!
Ad essere sincera io ho fatto una versione un po' rivisitata (quella di questo post, infatti mi mancavano alcuni ingredienti) ma il risultato è stato spettacolare!!

Ingredienti: Grana Padano grattuggiato, 2 cipolle bionde di media grandezza, cacioricotta a scaglie, sale, pepe, olio e.v.o., 2 cucchiaini di zucchero di canna grezzo, 1 bicchierino di brandy, salvia per decorare.

Accendere il forno a 180°; su di una teglia ricoperta di carta da forno formare 3 dischi di grana grattuggiato per ciascuna colonna (per aiutarsi nel dare la forma utilizzare dei coppapasta tondi); metterli in forno fino a quando non risultano dorati, a quel punto tirarli fuori e lasciarli raffreddare.
Tagliare la cipolla a fettine sottili e saltarla in padella con l'olio e.v.o fino a che non imbiondisce, sfumare col brandy ed alzare la fiamma per far evaporare l'alcool infine unire lo zucchero di canna; mescolare, abbassare la fiamma, coprire e lasciare stufare per circa 15 min.
Nel frattempo tagliare a scaglie il cacio ricotta.
Quando le cipolle sono pronte comporre il piatto: un disco di grana, un po' di cipolle e qualche scaglia di formaggio poi di nuovo un disco di grana ecc. fino al completamento della torre, in cima una spolverizzata di cacio ricotta.
Decorare con una foglia di salvia.

Varianti:  - le cialdine si possono fare anche col Parmigiano Reggiano;
- il formaggio a scaglie può essere anche feta; ricotta romana salata da gratuggiare; pecorino;
- è possibile sfumare le cipolle col cognac anzichè col brandy

e questo è il mio antipasto natalizio......Buon appetito!!!




domenica 21 novembre 2010

Comfort food domenicale: lingue di gatto

La domenica pomeriggio la trovo sempre un pò triste.
Ormai il fine settimana è agli sgoccioli e il lunedì con il suo carico di ansie e tensioni è ormai dietro l'angolo.

Per questa ragione cerco di ritagliarmi qualche momento di relax con una buona tisana od un thé, magari accompagnato da un pò di dolce comfort food domenicale.

Oggi ho così deciso di provare qualcosa di nuovo che non avevo mai sperimentato ed in onore delle mie due "piccole canaglie" ho fatto le lingue di gatto.

Ho utilizzato una ricetta base, molto semplice, che poi ho arricchito e reso più golosa bagnando nel cioccolato le punte dei biscotti.

Che dire...non sono durati molto! Neanche il tempo di fare asciugare il cioccolato!!!!

Ingredienti: 50gr di burro a temperatura ambiente; 50gr zucchero a velo; 2 albumi; 50 gr farina 00.
Un pezzetto di cioccolato fondente per la copertura.

Come procedere: Preriscaldare il forno a 200°.
Lavorare il burro e lo zucchero a velo fino a renderlo cremoso; unire gli albumi montati a neve (mescolando dal basso verso l'alto affinchè non smontino)  e la farina.
Mettere il composto all'interno di una sac à poche e con essa formare le lingue di gatto su di una teglia ricoperta da carta da forno.
Infornare e cuocere circa 6 min. (un pò di più se fate delle lingue più grandi), i biscotti sono pronti quando il bordo esterno prende colore, far raffreddare.
In un pentolino sciogliere a bagnomaria il cioccolato e quando è fuso intingere i biscotti.
Lasciar asciugare (se ci riuscite!!!) e servire con una buona tisana od un thè.

Buon appetito!!!!


venerdì 19 novembre 2010

Curiosando in dispensa...l'aglio!

L'aglio è uno di quei prodotti per cui non esiste via di mezzo: o lo si ama o lo si odia!!!!
E' conosciuto sin dai tempi antichi e i suoi usi sono stati molteplici!

Scrive Cesare Marchi: "[...] Spicchi d'aglio venivano somministrati agli egizi che lavoravano alle piramidi perchè dava buon umore e preveniva le malattie. Gli atleti della Grecia lo masticavano prima di una gara (mio personalissimo appunto: forse per stendere per k.o. tecnico l'avversario? ;D). Durante le pestilenze, i medici visitavano i malati tenendo nella maschera un tampone, imbevuto di soluzione agliacea. E' noto come battericida , ipotensivo, antisettico, nemico del colesterolo".

Inoltre in Inghilterra si usavano corone d'aglio per tener lontani demoni e vampiri.

Anche gli scozzesi amano molto l'aglio, ancora oggi si trova in moltissime preparazioni.
Se per caso voleste trovare  testimonianza di questa loro atavica passione la potete trovare nel percorso di visita delle cucine del castello di Stirling dove vi è un racconto divertente di un gentiluomo inglese che si lamentava  del cattivo alito degli scozzesi dovuto all'eccessivo utilizzo dell'aglio!

In Emilia -Romagna rientra tra i prodotti della tradizione l'Aglio di Voghiera in provincia di Ferrara, dove  le caratteristiche di questi terreni permette la produzione ottimale di questo prodotto.
L'aglio di Voghiera ha delle caratteristiche peculiari: gli spicchi della testa sono in numero minore  ma  di dimensioni considerevoli inoltre il suo gusto rimane inalterato  per un anno, dalla raccolta a luglio fino a quello successivo.

L'aglio di Voghiera ha rischiato anch'esso di sparire dalle nostre tavole a causa della pressione della globalizzazione poichè, per salvaguardare le sue peculiarità, molte attività sono svolte ancora come una volta.

Per evitare la scomparsa di questo prodotto è sorto nel 2000 il Consorzio dell'aglio di Voghiera.

giovedì 18 novembre 2010

Uno sfiziosissimo scaccia vampiri: il pane all'aglio

Una ricetta molto gustosa (anche se iper calorica!) è quella del pane all'aglio.

A dispetto dell'effetto molto scenografico il pane all'aglio rientra nel novero di quelle ricette "semplici e veloci" che, nell'ambito di un pranzo o di una cena, danno sempre l'idea di aver curato tutto nei minimi dettagli.

Prima di procedere con la ricetta premetto subito una cosa: nonostante le quantità "industriali" di aglio  (8 spicchi) e l'odore molto intenso che si percepisce durante la cottura, il sapore finale non sarà assolutamente "forte" ma delicato.

Nonostante ciò, è chiaro che se il vostro invitato ha nobili  - transilvaniche - origini potrebbe non gradire!!! ;D

Ingredienti:  8 spicchi d'aglio, 150gr di burro a temperatura ambiente; due cucchiaini di prezzemolo tritato, 1 baguette (o due piccole)

Come procedere: sbucciare con lo sbuccia aglio gli spicchi, togliere eventualmente il filamento verde centrale e tritare finissimamente (o spremere con lo spremi aglio).

Tritare il prezzemolo ed ammalgamarlo con l'aglio ed il burro a temperatura ambiente. Lavorare il tutto finchè non diventa un composto cremoso ed omogeneo.

Tagliate la baguette (o le baguette) verticalmente in modo però che le fette non si stacchino le une dalle altre, spalmare all'interno il composto di burro-aglio-prezzemolo.

Avvolgere il pane nella carta stagnola e passarlo in forno caldo a 180°.

Il pane è pronto quando diventa croccante, per questo conviene lasciare la chiusura della stagnola sul dorso della baguette così da poter controllare la cottura.

Questo pane si può anche preparare in anticipo e surgelarlo, in questo caso  però i tempi di cottura aumentano!

Buon appetito!!

mercoledì 17 novembre 2010

Lo strudel salato

Anche questa ricetta proviene da un corso delle "mitiche" Sorelle Simili (eh si, ho una vera passione per loro!). Si tratta di un gustosissimo strudel salato che può essere servito sia come antipasto che come secondo.

Ingredienti:  1 rotolo di pasta sfoglia o brisé (io preferisco la sfoglia rimane un po' più compatta!!!); 4- 5 coste di sedano; una fetta di speck grossa; parmigiano reggiano (o grana padano); sale; pepe; 1 uovo (per la spennellatura).

Come procedere: Srotolare la pasta sfoglia.....
ecco i puristi diranno che la pasta sfoglia va fatta in casa: per quel che mi riguarda ritengo sia meglio comprarla cercando una marca a voi congeniale (io mi trovo benissimo con la pasta sfoglia coop ad esempio) questo non perchè sia impossibile farla in casa ma perchè è comunque una preparazione che richiede tempo, abilità e...mani piuttosto fredde perchè riesca, inoltre credo che quando si hanno ospiti a casa sia bello che al loro arrivo chi ha cucinato non sia completamente distrutto e stravolto dalla fatica!!!!

Ciò detto procediamo: tagliare il sedano; il formaggio; lo speck a cubetti (anche qui, eventualmente si può procedere con uno speck di ottima qualità ma già tagliato!); mescolare il tutto e disporlo su di un lato della pasta, arrotolare e chiudere dando la forma dello strudel.
Spennellare con l'uovo sbattuto (conferisce un delizioso colore dorato alla pasta) e spolverizzarlo di parmigiano (o grana) grattugiato sulla superficie; bucherellare un po' lo strudel (così si evita che si spacchi a causa del vapore interno).
Cuocere in forno caldo a 180° fino a quando la superficie non ha raggiunto un piacevole colore dorato.

Varianti: Su questa ricetta le varianti possono essere molteplici!!!
- formaggio: si può usare la mozzarella; l'emmenthal; il parmigiano reggiano o il grana padano; il pecorino ( quello non troppo piccante però!);
- il salume: si può usare lo speck; la pancetta affumicata; il prosciutto cotto; il prosciutto crudo;
L'unica costante resta il sedano!!

A me poi piace anche decorarlo quindi dopo la spennellatura e la spolverizzata di formaggio a volte lo cospargo con i semi di sesamo o di papavero (come nella versione fotografata) per conferire un po' di colore.


martedì 16 novembre 2010

Le coccole della mia infanzia: Polenta fritta con lo zucchero

Stamattina mi sono svegliata e diluviava!
Nel vero senso della parola! Pioveva a dirotto, il cielo era grigio nero!

Decisamente non è il tipo di tempo che aiuta il buon umore!!!

Infatti ero un pò giù...quindi per pranzo ho deciso di coccolarmi un pò con il "comfort food" della mia infanzia.

Con Comfort food si intendono quelle "chicche", di vario genere, con le quali ci si vizia per tirare su il morale.

Quando ero piccola e si faceva la polenta, con quella "avanzata", il giorno dopo, mia nonna mi faceva la polenta fritta con lo zucchero!

Erano anni che non la mangiavo e siccome oggi avevo proprio bisogno di coccolarmi ed avevo della polenta avanzata  da ieri (ahimè un pò poca...) quale occasione migliore!!!

Ingredienti: Polenta avanzata il giorno prima (importante: non deve essere condita con stracchino, ragu o altro); olio e.v.o.; zucchero

Come procedere: Tagliare la polenta a rettangoli di circa 2- 3 cm di spessore (meglio più alti che troppo sottili perchè si restringe un pò durante la frittura); scaldare in un padellino l'olio.
Verificare con uno stuzzicadente di legno se l'olio è a temperatura (se si formano delle bolle intorno allo stecchino è pronto per friggere) e mettere a friggere i pezzi di polenta rigirandoli ogni tanto.

Toglierli dal fuoco quando sono belli dorati.
Asciugare con carta assorbente e rigirare nello zucchero.

Ecco una fantastica e voloce chicca!!!!

Buon appetito!

lunedì 15 novembre 2010

Finger food semplice...come un gambo di sedano!

Una cara amica di famiglia, che ha frequentato - beata lei! - un corso di cucina tenuto dalle Sorelle Simili  mi ha insegnato questo antipasto davvero sfizioso e molto alla moda in quanto si tratta di figer food!

Buon appetito!!!!

Ingredienti: Sedano, robiola, gherigli di noce

Lavare il sedano, tagliare le coste in orizzontale (con quelle lunghe ne vengono circa 2-3 pezzi) in modo da formare come delle "barchette" (se preferite, con un pela patate potete togliere i filamenti esterni del gambo), sulla punta della "barchetta" così ottenuta, spalmare con un cucchiaino un pò di robiola e poi adagiarvi sopra metà gheriglio di noce, adagiare su di un vassoio o su un piatto da portata et voilà!!!! Ecco il vostro sfiziosissimo finger food.

Varianti: Nel corso degli anni ho provato a variare anche il formaggio, quindi se non volete usare la robiola potete provare con qualsiasi altro formaggio spalmabile, eventualmente anche in versione light se volete utilizzarlo come antipastino sfizioso in periodo di dieta!!!


P.S.Per i pochi che non conoscessero le Sorelle Simili: sono due simpaticissime sorelle che per una vita hanno avuto uno dei forni più famosi di Bologna, hanno scritto libri (ve li indico nella bibliografia) tenuto corsi  di cucina per il mondo, a dimostrazione del fatto che la buona cucina e la gioia di vivere non solo fanno stare in salute ma mantengono giovani nel corpo e nello spirito!

domenica 14 novembre 2010

So stylish! So Veg! Il centrifugato

Mi sono "beccata" l'influenza.

Nulla di strano visto che da qualche settimana il clima bolognese è un pò  variabile! E' una continua alternanza di caldo-freddo-freddo-caldo-caldo, il tutto, spesso e volentieri, all'interno di una stessa giornata!
Così oggi dopo pranzo ho deciso di utilizzare la scusa dell'influenza per farmi un bel centrifugato!

A dire il vero non sono proprio una "habituée" di queste bevande (che qualche tempo fa andavano abbastanza di moda e che quindi era abbastanza facile trovare nei bar), non perchè non mi piacciano ma perchè:
1. per ottenere un bicchiere di succo (che a me piace concentrato e non diluito con l'acqua) mi ci vogliono sempre moltissime verdure e tanta frutta;
2. trovo sempre un pò uno spreco buttare via la polpa (che alla fine mangio così, cruda....anzi, avete qualche suggerimento di riutilizzo?).

Ciò nonostante ogni tanto mi piace viziarmi con un bel centrifugato e siccome qualche tempo fa mi è capitato di sentirne uno molto buono in un locale qui a Bologna, ho trovato l'occasione per rifarlo.
Il risultato?GNAM!!!!

Ingredienti: 4 carote di media grandezza; 2 mele; succo di mezzo limone

Come procedere: Lavare le carote, togliere il "sederino" e raschiare un pò la superficie per una pulizia più  approfondita; asciugarle bene, tagliarle in 2 e passarle nella centrifuga; lavare ed asciugare le mele, tagliarle a spicchi eliminando i semi ed il torsolo, passare anch'esse nella centrifuga.
Aggiungere al centrifugato così ottenuto il succo di mezzo limone (spremuto con lo spremi agrumi).
Verranno due bicchieri colmi di un gustoso succo arancione!!!

Varianti: Se desiderate un succo meno intenso diluitelo con l'acqua.

Nota: per realizzare questa ricetta è necessario possedere una centrifuga.

Cin Cin!


venerdì 12 novembre 2010

Frutta davvero "furba"...le pere volpine!!!!


Pere volpine

Qualche settimana fa un'amica di famiglia è tornata dalla  "Festa dei frutti dimenticati"  che si svolge a Casola Valsenio (RA) con un sacchetto di pere volpine e diverse ricette per farle!

Quando le ho viste non stavo più nella pelle!


Giuggiola

Prima di tutto perchè ADORO i sapori di un tempo, la frutta rara (in terrazza ho un alberello di giuggiole che, con mio grande orgoglio, quest'anno mi ha donato dei frutti dolcissimi!)  ed in secondo luogo perchè ogni occasione per sperimentare gusti e ricette nuove è ben gradito!!!

Le pere volpine sono una varietà di pere piccole e  molto dure, che per questo motivo vanno mangiate solo cotte, una volta erano molto diffuse poi per lungo tempo, come spesso capita hanno rischiato di sparire.

Oggi grazie a coltivatori ed appassionati, ad iniziative come la Festa dei Frutti dimenticati o all'Associazione Archeologia Arborea, non solo non sono scomparse ma stanno, poco alla volta, tornando sulle nostre tavole.

Dunque ecco la ricetta delle Pere Volpine al forno:

Ingredienti: pere volpine; 2 bicchieri di vino Sangiovese di ottima qualità; zucchero 3 cucchiai; cannella in stecche (facoltativo).

Come procedere: Lavare le pere volpine e metterle in una teglia e bucherellarle appena un pò; versarvi 2 bicchieri di vino (io ho un pò abbondato, ne ho fatti due e mezzo); 3 cucchiai di zucchero (a me piace quello di canna quindi ho usato quello) e 3 pezzetti di cannella per il sapore (ma se non piace si può non mettere).

Coprire la teglia con la carta stagnola in modo che non evapori il vino e far cuocere in forno bassissimo per almeno due ore, a quel punto le pere saranno cotte e lo sciroppo di vino e zucchero si sarà addensato sul fondo (con due bicchieri e mezzo di vino rimane un pò più liquido ma anche qui è questione di gusti!!!).

Buon appetito!!!!

giovedì 11 novembre 2010

Curiosando in dispensa....11 novembre: San Martino

Il giorno di San Martino, a Bologna, la tradizione vuole che si mangino le castagne e si beva il vino novello (in passato per legge, veniva messo in vendita proprio nel giorno di San Martino). Nei tempi antichi, in questa giornata si festeggiava anche  la conclusione del lavoro dei campi e la conferma del contratto di mezzadria che era stato stipulato nel giorno di Tutti i Santi.

Non per tutti era però una festa, infatti come ricorda un antico proverbio "da San Martén a Nadél, tòt i puvrétt i stan mèl" ovvero "da San Martino a Natale tutti i poveretti stanno male", perchè terminando i lavori nei campi  i braccianti venivano licenziati, per loro si prospettava quindi un duro inverno!!!!

Una curiosità: a Bologna la festa di San Martino coincideva con la festa dei "becchi" ovvero dei cornuti. Nella Bologna dell'ottocento si era soliti fra amici fare scherzi terribili e piuttosto pesanti a chi si sapeva essere cornuto!!


Buon...San Martino!!!!

mercoledì 10 novembre 2010

Una merendina d'altri tempi: la cotognatina



Pere cotogne
Questa è la classica merenda di una volta!!!!

Mia mamma si ricorda ancora quando da bambina, a merenda, le davano le cotognatine, una carica d'energia per un pomeriggio di giochi ancora lungo!!!
Questa ricetta non presenta particolari difficoltà (salvo tagliare le pere cotogne: sono piuttosto dure!!!).

Ingredienti: 1kg di pere cotogne; 500gr di zucchero (500gr per ogni 500gr di purè di pere); 5 cucchiai d'acqua (per ogni kg di pere).

Come procedere: Lavare, asciugare e tagliare a pezzi  le pere cotogne; cuocerle con 5 cucchiai di acqua (preferibilmente in un tegame a doppio fondo così si evita di bruciare le pere) fino a quando sono completamente disfatte.
Frullarle con il frullatore ad immersione ed unire 500gr di zucchero ogni 500gr di purè di pere.
Cuocere il tutto, mescolando di frequente, fino a quando la purea non diventa rosata.
Versare il composto fino a raggiungere lo spessore di 1-2 cm, in una teglia coperta con carta da forno e cuocere la cotognata in forno a 180° per circa 1 ora.
Quando il composto si è raffreddato tagliarlo a cubetti e avvolgere i quadrotti con la pellicola trasparente.
Buon appetito!!!!!


Cotognatine

Varianti: La ricetta si può fare anche con le mele cotogne.

martedì 9 novembre 2010

Curiosando in dispensa.....i finocchi

Tutti conoscono i finocchi e le numerose proprietà che possiedono  infatti, spesso e volentieri, trasmissioni televisive di cucina, mediche, fitoterapiche ce le ricordano: diuretica;digestiva; favorisce la produzione del latte nelle puerpuere, stimolazione del flusso mestruale scarso ecc...

Io invece vi voglio parlare  di due curiosità che riguardano questo ortaggio.
Innanzitutto qualche tempo fa ho imparato che i finocchi non sono tutti uguali, ma i fruttivendoli li distinguono in maschi (quelli grossi e tondi) e femmine (quelli più piccoli ed allungati), la differenza tra questi due tipi non risiederebbe solo nella forma ma anche nel loro uso in cucina, infatti i maschi molto saporiti, sarebbero più adatti per essere mangiati crudi, nell'insalata o nei pinzimoni, le femmine, meno saporite ed un pò più fibrose sarebbero migliori cotte.
Sinceramente non so se questa differenza sia vera o sia solo una tradizione popolare, comunque per il mio gusto personale i finocchi tondi sono molto migliori in quanto più saporiti!

La seconda curiosità riguarda il famoso modo di dire "non farsi infinocchiare".
Pare che questa espressione derivi dal fatto che nei tempi passati, nelle cantine, fosse d'uso offrire del finocchio fresco prima di fare assaggiare il vino.
Come tutti sappiamo una delle caratteristiche più evidenti del finocchio è che lascia in bocca un delizioso sapore, molto simile all'anice e proprio su questo aspetto giocavano i viticoltori disonesti che offrivano così agli ignari degustatori vino scadente il cui sapore veniva occultato da questo ortaggio.

Un piccolo trucco in cucina: nelle ricette in cui viene richiesto dell'aneto fresco, non facilmente reperibile, è possibile sostituirlo con le "barbine" verdi del finocchio.


lunedì 8 novembre 2010

Profumi d'autunno: Insalata di finocchi con carpaccio di arance

Quella che presento oggi è una ricetta che ho sperimentato a casa di un'amica qualche tempo fa e che mi ha stupito per due ragioni: la semplicità della realizzazione e l'effetto molto sofisticato del risultato.

I sapori sono tipici autunnali, in quanto nella preparazione prevede l'utilizzo dei finocchi e delle arance, ma il risultato è di un piatto quasi estivo, leggero e saporito e poco calorico, adatto per contorno in occasione di una cena raffinata.

Ingredienti: 1 arancia non trattata, 2 finocchi tondi, olio e.v.o, sale, pepe (questa quantità va bene per una piccola  insalatina per due)

Come procedere: Lavare i finocchi, togliere le coste esterne più dure e le estremità; tagliarli a fettine quanto più possibili sottili, adagiarle su di un piatto.
Lavare l'arancia e con lo spelucchino pelarla a vivo e tagliarla a fettine sottili sottili, come delle fettine di carpaccio ed adagiarle sopra i finocchi.
Condire con un filo d'olio e.v.o., pepe e sale.
Buon appetito!!!!

sabato 6 novembre 2010

Quenelles di ricotta con Saba

Un dolce davvero veloce ma mooolto scenografico sono le quenelles di ricotta con saba.

Oltre ad essere scenografico, rimanda coi suoi ingredienti, a sapori genuini che ormai sono dimenticati!

La Saba (o Sapa) è uno sciroppo d'uva dolce matura d'origine romagnola già conosciuto in tempi antichi  che veniva utilizzato come dolcificante o nella preparazione di molti dolci.
Peregrino Artusi (romagnolo DOC) ne parla nel suo "La scienza della cucina e l'arte di mangiar bene" alla ricetta n. 731 dando anche indicazioni su come farla in casa.
Oggi la Saba è abbastanza rara, come purtroppo accade a molte leccornie di altri tempi, ma presso alcuni negozi specializzati o alcuni produttori è possibile trovarla così non vi dovrete cimentare a casa in una serie di operazioni piuttosto lunghe e che non rientrano più nel nostro fare quotidiano!!!!

Ingredienti: Ricotta di mucca freschissima, Saba

Come procedere: Montare la ricotta col frullatore, poi con due cucchiai fare delle quenelles, adagiarle a forma di fiore su di un piatto e versarvi la Saba a filo.
Ecco qui un dolce sfizioso e sicuramente non molto comune!!!!!!
Buon appetito!!!!

Varianti: Se preferite un dolce - meno - dolce utilizzate una ricotta di mucca - misto pecora 

venerdì 5 novembre 2010

ed ora i semi di zucca

La zucca è un pò come il maiale, non si butta via niente!!!!
Quindi quando faccio qualche ricetta tengo sempre da parte i semi e ne faccio dei deliziosi "brustolini" da sgranocchiare davanti alla tivù, mentre leggo, quando faccio da mangiare...insomma ogni scusa è buona!!!!!

Ingredienti: semi di zucca, sale fino

Come procedere: Accendo il forno a 180°.
Pulisco i semi di zucca dai filamenti, li lavo per bene, li asciugo con la carta assorbente e li adagio su di una teglia ricoperta con carta da forno.
Li spolverizzo con abbondante sale e li faccio asciugare in forno  fino a quando sono belli croccanti.
Se conservati in una scatola di latta dovrebbero durare anche qualche settimana...dico dovrebbero perchè a casa mia al massimo durano due giorni!!!!!!!

Una piccola curiosità: i semi di zucca sono utili a combattere le pasassitosi intestinali.
Buon appetito!!!!


giovedì 4 novembre 2010

Crema di zucca...a modo mio!!!


Adoro la zucca!!!!
Mi piace il suo sapore dolce, mi da allegria il suo colore arancione, quando la vedo mi evoca subito alla mente immagini autunnali dipinte di colori caldi e profumo di caminetto acceso.

In casa mia purtroppo, per lunghi anni, sono stata la sola ad amare questo ortaggio proprio a causa del suo sapore particolare, quindi le occasioni per mangiarlo si riducevano drasticamente!

Alla fine però sono riuscita a trovare un modo per farlo amare anche alla mia mamma, ovvero mediante una mia personalissima Crema di zucca!!!!!

La preparazione è alquanto semplice ma il risultato è garantito! Dopo pochi passaggi vi ritroverete con una calda crema arancione, adatta a riscaldare e rallegrare anche la giornata più triste e fredda!!!!

Ingredienti: zucca lunga, patate, cipolla gialla, sale, pepe, olio e.v.o, crostini di pane.
Come vedete non ci sono dosi, in quanto tutto dipende dal numero di  commensali e dal gusto personale!
Per quel che mi riguarda io metto una zucca lunga piccola intera, 5 patate grosse ed una cipolla gialla grossa che ha lo scopo di smorzare il sapore dolce che produce la zucca.

La parte più lunga è la pulizia della zucca, ancora oggi trovo che sia la cosa più noiosa e difficile!
Via la buccia, via i filamenti e via i semi (che però non buttiamo, vi spiegherò perchè in un altro post), poi taglio a piccoli pezzetti la polpa; sbuccio le patate (con uno spelucchino o un pelapatate) le taglio a pezzetti piccoli; infine sbuccio la cipolla e l'affetto.
Metto tutte le verdure in una pentola con l'acqua e un pò di dado vegetale e faccio cuocere fino a quando non sono tenere e si infilzano facilmente con la forchetta, a questo punto frullo il tutto con il frullatore ad immersione (uno di quegli attrezzi da cucina che a mio avviso sono un MUST HAVE!!!).

Vedrete che si formerà una deliziosa crema arancione, densa e profumata, da servire volendo con qualche crostino di pane abbrustolito ed un filo d'olio e.v.o di ottima qualità!!!
Aggiustare infine di sale e pepe.

Varianti: - per velocizzare le operazioni di cottura si può utilizzare la pentola a pressione  (circa 5-10 min. dovrebbero bastare);
- per ottenere una crema light evitare di aggiungere i crostini di pane e, se proprio non potete farne a meno aggiungere al massimo un cucchiaio d'olio;
- se preferite un sapore più delicato sostituite la cipolla col porro;
- se volete ottenere una zuppa che favorisca ancora di più l'effetto diuresi aggiungete agli ingredienti un paio di coste di sedano.
- invece dei crostini di pane si possono mettere nelle crema delle piccole friselle come quelle di "Libera terra"
non solo appagherete il corpo ma farete anche un gesto etico!!!

Buon appetito!!!! 





martedì 2 novembre 2010

Curiosando in dispensa.....2 novembre: Fave dei morti


Fave dei morti
Foto per gentile concessione del forno
"La Boulangerie di via G.F. Barbieri 123 -Bologna"
 Dietro questo nome alquanto macabro si nascondono in realtà dei deliziosi dolcetti alle mandorle, abbastanza simili agli amaretti, che vengono fatti  (e mangiati) tradizionalmente nel giorno della Commemorazione dei defunti, appunto il 2 Novembre.
Peregrino Artusi nel suo "La scienza in cucina e l'arte del mangiare bene" (del quale possiedo una copia di mia mamma, ormai in condizioni pietose, risalente al 1952, ed. Marzocco) oltre a fornirne una spiegazione di questa usanza, ne individua ben 3 varianti.
L'Artusi scrive: "Queste pastine sogliono farsi per la commemorazione dei morti e tengono luogo della fava baggiana, ossia d'orto, che si usa in questa occasione [...]. Tale usanza deve avere la sua radice nell'antichità remota poichè la fava si offeriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava.[...]Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poichè credevansi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell'inferno.[...]" (ricetta n. 622).
La descrizione di Artusi è ancora un pò lunga, mi astengo dal trascriverla tutta così che possiate avere la scusa  di comprare  (nel caso ancora non l'abbiate!) una copia di questo interessantissimo libro!!!
Per quel che riguarda la ricetta, anche qui non ve ne indico nessuna in particolare infatti, nonostante in casa mia siano stati sfornati, quai tutti i dolci della tradizione bolognese (eh si, Bologna è la mia città), questi proprio ci mancano!!!!!
Poco male, in qualche forno artigianale, a ridosso del 2 Novembre si trovano le Fave di morto e sono decisamente buone, come fatti in casa!!!!
Quindi che dire....Buon appetito!!!!

lunedì 1 novembre 2010

Profumo di mele....quasi light!!!

Quando fuori piove e fa freddo cosa c'è di meglio di una calda torta di mele per rinfrancare lo spirito e rallegrare anche la giornata più plumbea?

Di ricette per questo classico dolce ce ne sono davvero moltissime, google digitando la parola "torta di mele" mi ha indicato 294.000 risultati!!!

Quella che voglio proporre oggi è una mia rielaborazione ( l'originale da cui ho tratto la traccia non mi soddisfaceva per nulla) in chiave light di questo dolce classico.

Che altro dire...buon appetito!!!!!

Ingredienti: 1kg di mele renette (per la quantità in realtà io preferisco andare ad occhio, sulla qualità invece, ho ottenuto una torta molto dolce e profumata con delle mele praticamente selvatiche che miei amici lasciano crescere in modo del tutto spontaneo sull'albero); 150 gr farina 00; 50 gr miele; 2 uova; 1 bustina di lievito vanigliato per dolci; un pizzico di sale, un pò di latte; zenzero e cannella (facoltativi).

Come procedere: Lavare ed asciugare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a fettine sottili (per questa operazione ho trovato davvero utile un attrezzo dell'IKEA che al contempo leva il torsolo e taglia la mela a spicchi), metterle in una ciotola con succo di limone (del quale avrete grattuggiato e messo da parte la scorza) per evitare e che si scuriscano. Nel frattempo accendere il forno e pre-riscaldarlo a 180°.

Sbattere le uova col miele fino ad ottenere una consistenza spumosa, aggiungere la farina, il lievito, il pizzico di sale e mescolare ancora; quando il composto è amalgamato aggiungere la scorza del limone, un pò di latte in modo da rendere il composto abbastanza liquido, la cannella, lo zenzero e le mele.
Mescolare il tutto e disporlo in una tortiera precedentemente ricoperta con carta da forno.
Cuocere per circa 45 min. e quando è pronta sfornare su una griglia per torte.

et voilà!!!!




Ps scusate la qualità della foto ma è fatta col cellulare!!!